La città di Lettere è un tipico borgo collinare le cui origini risalgono almeno all'epoca imperiale romana. Da sempre il suo simbolo è il Castello, edificato dagli amalfitani nell’Alto Medioevo in una straordinaria posizione strategica, da cui si poteva controllare ogni spostamento di persone e merci nella sottostante piana del Sarno. Il Castello nacque nel X secolo come un villaggio fortificato in cui, dal 987, si trovava anche la cattedrale del Vescovo dei Castelli Stabiani, che dipendeva direttamente dall’Arcivescovo di Amalfi. Documenti amalfitani, infatti, risalenti agli anni 1030, 1033 e 1129, ci raccontano del Castello come una struttura di villaggio fortificato con una cinta muraria in cui si trovavano case, strade ed orti.

Questo Castello era l’anello principale di una rete di fortificazioni che assicurava il controllo dei Monti Lattari dell’area compresa tra il porto di Castellammare e la foce del fiume Sarno. Aveva, quindi, una fondamentale importanza per proteggere Amalfi da attacchi provenienti dall’area del Golfo di Napoli. Fu probabilmente con l’arrivo dei Normanni che all’interno della cinta muraria del villaggio fu edificata una rocca che aumentò notevolmente il valore difensivo del Castello. La struttura attuale del Castello di Lettere è da riferirsi all’epoca angioina, quando assunse una pianta trapezoidale con un alto mastio a pianta poligonale, realizzato con blocchi di tufo rosso, ed altre tre torri posizionate nei punti più esposti della cinta muraria.

La Torre Sud presenta una struttura caratteristica in quanto leggermente più bassa delle altre e fiancheggiata da due semitorrini cilindrici, secondo uno schema che trova confronti in altre fortificazioni angioine. Questa è comunemente definita Torre del Grano, in quanto utilizzata come deposito di cereale. Con l’insediarsi, nel 1442, della dominazione Aragonese, il Castello perse la sua funzione difensiva per diventare residenza del feudatario. Collegata a questa trasformazione è l’apertura di numerose finestre lungo le mura e nelle torri.

In seguito, il Castello fu abbandonato e gradualmente si ridusse a rudere. A partire dal 2007 la Soprintendenza Archeologica di Pompei ha intrapreso un importante intervento discavo nell’area compresa tra il Mastio e la Cattedrale. L’intervento era finalizzato principalmente a portare alla luce l’antico abitato di epoca medievale, e contestualmente ad avviare il restauro delle mura perimetrali del Castello e delle Torri, riportando almeno in parte l’edificio all’antico splendore. Gli ultimi lavori di restauro e rimodulazione realizzati nel 2016 si sono resi necessari per migliorare la percezione e la fruibilità dell’intero complesso monumentale nel rispetto della vocazione storica dell’intera area di pertinenza, eliminando ogni superfetazione che nel corso degli anni abbia stravolto l’intrinseca tipologia formale e strutturale delle emergenze presenti.

Con Delibera n.20 del 1 aprile 2015 la Giunta del Comune di Lettere presieduta dal Sindaco avv. Sebastiano Giordano ha approvato il progetto definitivo, rimodulato, avente come oggetto “Lavori di Scavo e di Studio, con interventi di Restauro e Sistemativi per la Valorizzazione e la Fruizione del Sito Archeologico di Lettere”. Il Progetto è stato interamente finanziato dalla Regione Campania, POR 2007-2013, Asse 1 - Sostenibilità Ambientale e Attrattività Culturale e Turistica.

E’ stato finalizzato al miglioramento della fruibilità del complesso monumentale attraverso l’attuazione di un omogeneo intervento di restauro e valorizzazione dell’intero borgo archeologico che ha previsto principalmente:

  • il completamento del restauro delle evidenze archeologiche;
  • il recupero funzionale delle strutture antiche (Castello, Abitato e Cattedrale);
  • la fruibilità dell’intero borgo mediante interventi di restauro e recupero del patrimonio di valore storico, artistico, architettonico, archeologico e paesistico.

Per migliorare l’accessibilità dell’intero Castello e ricongiungere idealmente le differenti aree culturali in esso ubicate, si sono realizzati una serie di percorsi che collegano tra loro i diversi monumenti, creando un ponte ideale tra il passato e il presente.

Il progetto ha previsto anche un significativo recupero funzionale degli accessi antichi attraverso la ricostruzione dell’originario ingresso principale al Castello, posto lungo il lato Nord, e realizzato tramite una rampa in acciaio. Questa, riproponendo il tracciato di quella originaria in pietra, ne rispetta le preesistenze archeologiche, ed accompagna il visitatore fino al portone d’ingresso alla Rocca. Lo scopo principale di ciò che si è realizzato è il miglioramento dell’offerta turistica dell’intero territorio comunale, incentivando il progressivo processo di valorizzazione culturale dell’area.


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